LA SCIENZA E IL REIKI

Pubblicato il 5 aprile 2026 alle ore 17:36

Di studi scientifici apllicati sul Reiki, ce ne sono davvero tanti e puoi trovarli quasi in ogni paese del Mondo.

Leggere una sfilza di date e di posti sparsi qua e là potrebbe però risultare inconcludente al fine di capire come il Reiki viene utiizzato, praticato e studiato in termini scientifici.

Il Reiki viene utilizzato in più di mille ospedali nel Mondo. Molti Ospedali negli Stati Uniti (oltre 700), in Inghilterra, in Spagna, in Svizzera, Francia, ITALIA, Portogallo, Brasile, Argentina, Messico, Porto Rico, Kenia e Bolivia hanno sperimentato il Reiki ed a seguito del successo riscontrato su gran parte dei pazienti, lo hanno inserito tra le cure terapeutiche.

Molti dottori, fisioterapisti e infermieri, di vari ospedali e strutture sanitarie in Italia e nel mondo, conoscono il REIKI, i benefici come terapia complementare, e molti di essi lo praticano e/o lo consigliano e raccomandano ai pazienti per migliorare le condizioni legate al loro stato di salute, come per i pazienti durante le terapie invasive per ridurre ed eliminare gli effetti collaterali, in seguito ad interventi chirurgiciper aumentare le difese immunitarie, ridurre i dolori fisici e favorire un approccio propositivo mentale ed emozionale verso la malattia. Per accelerare il processo di guarigione e la ripresa, ridurre l’utilizzo di farmaci e il decorso post ospedaliero.

IN ITALIA REIKI È INCLUSO NEI SERVIZI SANITARI A PAGAMENTO:

a Milano presso il Centro di Medicina Psicosomatica dell’Ospedale San Carlo Borromeo

nell’Ospedale Versilia dell’Azienda Sanitaria della Regione Toscana

al San Raffaele Giglio – Cefalù

presso la Fondazione Pascale – Napoli

presso l’ospedale Cardinal Massaia di Asti, dal 2008, vengono somministrati trattamenti di Reiki a pazienti oncologici.

Il Dottor Franco Testore, primario del reparto, ha avviato una ricerca scientifica sull’efficacia dei trattamenti Reiki sugli ammalati sottoposti a chemioterapia e radioterapia.

ALTRE SPERIMENTAZIONI SONO STATE EFFETTUATE (dal 2003 ad oggi) al Centro Oncologico Ematologico Subalpino ( C.O.E.S. ) dell’Ospedale Molinette, Azienda Ospedaliera San Giovanni Battista di Torino, nonché presso l’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma (I.R.E.).

I TRATTAMENTI REIKI SONO STATI INSERITI NELLA GUIDA AI SERVIZI SANITARI aziendali e territoriali, vista l’effettiva efficacia dei trattamenti riscontrata sui pazienti.

Volontari Reiki sono presenti anche al reparto di cardiochirurgia dell’ospedale infantile Regina Margherita di Torino.

I RISULTATI DELLE RICERCHE, COORDINATE DA MEDICI INTERNISTI, NEUROLOGI, IMMUNOLOGI, PSICOLOGI, ONCOLOGI, CARDIOLOGI, DOCENTI DI UNIVERSITÀ DI MEDICINA.

RICERCHE EFFETTUATE IN DIVERSI CENTRI ( come il C.O.E.S. , il C.S.P.O. =Centro Studio per la Prevenzione Oncologica, il R.E.F. e l’I.R.E. ) E OSPEDALI D’ITALIA PER VERIFICARE L’EFFICACIA DEL REIKI IN AMBITO TERAPEUTICO, CONFERMANO STRAORDINARI RISULTATI A SEGUITO DEI TRATTAMENTI SUI PAZIENTI:

la riduzione dell’intensità del dolore

la riduzione del numero di attacchi

diminuzione dei giorni di malattia e convalescenza

diminuzione del consumo di medicinali e analgesici

diminuzione degli stati depressivi

maggior serenità

sostegno e ricarica energetica

miglior qualità della vita

minor uso di farmaci antidolorifici

degenze ospedaliere più brevi

riduzione del senso di impotenza

riduzione della stanchezza fisica ed emotiva

risulta assolutamente privo di tossicità o effetti collaterali.

i benefici apportati da un ciclo di 8 sedute settimanali di Reiki perdurano per almeno 6 mesi dalla conclusione del ciclo stesso.

miglioramento della qualità del sonno

miglioramento / aiuto psicologico nell’affrontare l’iter di terapie, negli stati d’ansia e depressione, sia come supporto integrativo alla terapia del dolore

maggior rilassamento e minor paura dell’intervento influendo positivamente anche sull’anestesia

regressione da infezioni oltrel’80% in pazienti trattati con il Reiki contro il 20% di regressione spontanea da infezioni in pazienti non trattati con il Reiki.

diminuzione dei casi di depressione post-operatoria.

diminuzione dei pazienti con dolori post-operatori o debolezza

meno casi di rigetto dell’organo in pazienti trapiantati

miglioramento delle funzioni della milza, del sistema immunitario, del sistema nervoso, in pazienti con malattie croniche come la sclerosi multipla, il lupus, la fibromalgia e lo struma tiroideo

diminuzione ed eliminazione di ansia e depressione

effetti fisiologici misurabili su emoglobina ed ematocrito

 

SUI PAZIENTI ONCOLOGICI

In un primo studio pilota effettuato al C.O.E.S., il centro oncologico di Torino “le Molinette”.

Il risultato è sorprendente: il 98% delle persone trattate con il Reiki ha dichiarato di averne tratto benefici psicofisici. Le sensazioni descritte sono di un sensibile calo dell’ansia soppiantata da un effetto di rilassamento generale, accompagnato da una piacevole sensazione di calore e da un notevole miglioramento dell’umore.

Visto il successo, il progetto è stato rinnovato. Ulteriori ed altrettanto positivi sono stati i risultati ottenuti, pubblicati dall’American Journal of Hospice and Palliative Medicine e negli atti del XII National Congress of Medical Oncology tenutosi a Roma nel Novembre 2010.

FormAzione Reiki ha tenuto in diverse edizioni, il corso di aggiornamento professionale “REIKI E GRAVIDANZA” con riconoscimento ed accreditamento ECM per il personale socio sanitario dell’ospedale San Raffaele di Cefalù a Marzo ed Aprile 2014, così come nel 2013 a Torino per ANIS Onlus.

Il progetto si mantiene in piedi e tutti gli anni si offre come percorso di accreditamento professionale.

Vicenza

Servizio per le Tossicodipendenze e l’Alcologia (Ser.T) di (ULSS 6):

da gennaio 2011 L’associazione Culturale “Sorgente di Luce“ in collaborazione

col Ser.T di Vicenza propone un progetto riabilitativo per soggetti alcool

dipendenti dal titolo “Reiki For Me”.

Como

Il Collegio degli Infermieri (IPASVI) ha inserito tra i suoi programmi di formazione anche la disciplina del Reiki.

A ottobre 2008 è stato tenuto, dall’Associazione Culturale “Sorgente di Luce”, il

primo corso dal titolo: “Seminario di Reiki di Primo Livello – L’utilizzo di tecniche complementari per il trattamento nell’assistenza infermieristica e autotrattamento nella gestione dello stress del professionista.”

L’evento è stato accreditato ai fini ECM e gli sono stati riconosciuti 16 crediti per i due giorni di corso.

Torino

Il C.E.S.P.I., ente di formazione per infermieri, include i seminari di Reiki tra i suoi programmi.

Montericco di Albinea (RE)

L’Hospice Casa Madonna dell’Uliveto organizza il corso «Progetto Reiki: il tocco come empatia, attenzione, energia» con accreditamento E.C.M. Il progetto si realizza nel corso di un anno ed è proposto agli operatori della struttura in prima fase, per poi essere portato ai degenti e ai loro famigliari. C’è infine una terza fase di raccolta informazioni e creazione di una banca dati.

Associazione Italiana Reiki: Manola Balestrieri

Verona

Durante il XX Congresso Nazionale S.I.M.P. Società Italiana di Medicina Psicosomatica, “L’ansia nella clinica e nella società attuale. Prospettive di formazione – prevenzione e terapia”, che si è tenuto a Verona dal 20 al 23 ottobre 2005, è stato presentato il lavoro dal titolo: REIKI, UNA CURA SPIRITUALE DELL’ANSIA, DELLA DEPRESSIONE E DEL DOLORE IN CLINICA – Autori: Cofrancesco E., Merati L., Dip. di Scienze Medico chirurgiche, Università di Milano e Centro Ambulatoriale di Medicina Psicosomatica, Ospedale San Carlo Borromeo, Milano.

 

Gli STUDI:

Grazie all’utilizzo di sensori delle nuove tecnologie è possibile documentare la rigenerazione cellulare stimolata dai trattamenti Reiki.

La principale azione terapeutica esercitata dall’Operatore Reiki proviene da una emissione di biofotoni cerebrali e dall’onda informativa delle simil-alpha.

La trasmissione elettromagnetica cerebrale del Reikista stimola per Biorisonanza l’attività cellulare cerebro-organica del ricevente nelle stesse frequenze.

L’attività elettromagnetica del DNA – RNA dei neuroni cerebrali delle cellule alterate del ricevente viene riattivata dall’Operatore Reiki con un’azione di Biorisonanza trasmessa per induzione.

Qualche anno fa si pensava al cervello come una “massa pensante” e che le “guarigioni” fossero dovute all’effetto placebo o all’azione suggestiva provocata dal Reikista o dal pranoterapeuta che trasmetteva “calore” dalle mani. Quando la persona non guariva, l’operatore era senza il “fluido della guarigione”, e quando “guariva” era invece il ricevente che si auto-suggestionava stimolando il processo di auto-guarigione.

L”Operatore Reiki non guarisce, ma attiva e dona il Riequilibrio Energetico a livello profondo, stimolando il sistema endocrino, neurologico ed immunitario accelerando il processo di guarigione.

Alcuni studiosi, come per esempio il Dott. John Zimmerman e il Dott. Robert Becker negli anni ottanta, si occuparono di verificare cosa avviene quando si praticano le terapie energetiche, durante i trattamenti Reiki.

La ricerca rivelò che non solo le onde cerebrali del praticante e del ricevente si sincronizzavano nello stato Alfha, caratteristico del rilassamento profondo, dell’analgesia e della meditazione, ma che vibravano e pulsavano all’unisono con il campo magnetico terrestre: la “Risonanza Schuman”.

Durante i trattamenti, il campo biomagnetico dei Reikisti era mille volte più esteso del normale e ciò non aveva alcuna relazione con la corrente del corpo interno.

Il Dott. John Zimmerman nel 1990 in America e Seto nel 1992 in Giappone approfondirono ulteriormente gli studi dell’ampio campo biomagnetico pulsante emesso dalle mani di praticanti di metodi di trasmissione energetica come il Reiki, durante l’esecuzione dei trattamenti. Scoprirono che le pulsazioni vibrano alle stesse frequenze delle onde cerebrali, in un intervallo compreso tra 0,3 e 30 Hz, con maggiore densità tra 7 e 8 Hz, nello stato ALPHA.

Ricerche mediche hanno dimostrato che in questo intervallo di frequenze, le capacità di autoguarigione del corpo sono fortemente stimolate e che specifiche frequenze possono essere utilizzate per rigenerare i diversi tessuti. Per esempio: 2 Hz per la rigenerazione dei nervi, 7 Hz per la crescita ossea, 10 Hz per la guarigione dei legamenti e 15 Hz per la formazione dei capillari.

I macchinari per la fisioterapia sono basati su questi principi, cioè creati per favorire la rigenerazione dei tessuti molli, e la tecnologia ad ultrasuoni è comunemente usata per “pulire” le arterie intasate e disintegrare calcoli renali. Inoltre, da anni, è risaputo che posizionare, applicare una bobina elettrica attorno a una frattura aiuta l’osso a crescere e a rigenerarsi.

La stessa cosa avviene nelle persone che ricevono un trattamento Reiki.

Il Dott. Becker ritiene che sia questo effetto, più di ogni altro, che regola la rigenerazione delle ferite e il riequilibrio dell’intero sistema. Ciò evidenzia una delle caratteristiche del Reiki che lo rendono particolarmente efficiente, vale a dire il fatto che sia il praticante che il ricevente beneficiano del trattamento.

Il Dott. Becker, come anche il Dott. Marco Todeschini, spiegano come le onde cerebrali non siano confinate al cervello ma viaggino in tutto il corpo attraverso il sistema neurale e nervoso, costituito dalle guaine dei tessuti connettivi che circondano tutti i nervi.

Nel corso di un trattamento, queste onde iniziano come pulsazioni relativamente deboli nel talamo del cervello del praticante e accumulano forza mentre fluiscono ai nervi periferici del corpo, incluse le mani. Il Dott. Becker basò il proprio studio su un campione di soggetti di diverse culture e indipendentemente dai loro sistemi di credenze o usanze e tutti i test portarono ai medesimi straordinari risultati.

“Grazie a queste scoperte dell’Ingegnere Marco Todeschini in Italia, si realizzarono le protesi “mobili” di nuova generazione, che collegate con delle fibre ai nervi degli arti amputati/mancanti la persona è in grado di riavere un arto, come mani, braccia e gambe, purché artificiale, con le stesse funzionalità di quello biologico, almeno dal punto di vista del movimento, “comandato” con lo stesso impulso dal cervello come avviene normalmente con gli arti dell’essere umano”.

L’efficacia del Reiki è stata testata in ambito medico, in vari Ospedali d’Italia e del mondo dove è stato dimostrato come il Reiki sia efficace nelle terapie del dolore, nella fase pre e post operatoria, durante i trattamenti invasivi come chemio e radioterapie su pazienti oncologici.

Si è inoltre dimostrato come lo stato di rilassamento mentale e fisico prodotto da un ciclo da tre a cinque trattamenti Reiki si protrae per qualche settimane ed è in grado di alleviare ed eliminare sintomi fisici quali dispnea, astenia, nausea, ansia, insonnia e depressione.

 

 

Articolo, Ricerca di Sabrina Tamisha.  Ringrazio Federazione Reiki Regno Unito e UnoInfinito.

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