Coaching Spirituale e Transpersonale
Per Spiritualità non si intende qualcosa di religioso, non si basa su dogmi e su credenze in questo o in quel Dio. Il termine Spirituale si riferisce alla percezione che le persone hanno dei sistemi più complessi che ci influenzano, di quei sistemi non ben definiti che spesso danno uno scopo alle azioni, il fine ultimo. La sensazione di appartenere a qualcosa di più grande, in cui tutti fanno un viaggio, con la propria integrità, luce e ombra.
Lo Spiritual Coaching sostiene un’altra persona fornendo contesti ed esperienze che fanno risaltare il meglio dell’intelligenza emotiva e della consapevolezza del proprio scopo, del sé e dei sistemi superiori ai quali appartiene. Il Coach aiuta una persona a diversi livelli: nei suoi problemi quotidiani, abituali a livello del fare; nelle idee, nelle credenze, nei pensieri che lo condizionano.
A livello di mentalità e conoscenza; nell’aspirazione all’esplorazione dei propri stati interiori, nel contatto con la propria parte più autentica, a livello dell’Essere. Può farlo sotto forma di consulenza, di orientamento, di stimolazione, facilitazione di processi di cambiamento. Nel Coaching Spirituale, accompagna la persona alle porte che aprono nuove dimensioni di esistenza. Sulla soglia della propria intimità spirituale, dove ognuno di noi si connette con la totalità a cui appartiene, attraverso le proprie e indiscutibili iclinazioni personali.
Robert Dilts dice; che quando le persone cominciano a svegliarsi spiritualmente, anche in minima parte, vedono improvvisamente ombre che non avevano mai visto prima, perché la luce è diventata più forte. Svegliarsi in questo modo
è di solito stimolante, ma non sempre piacevole. Ecco perché aiutare gli altri a risvegliarsi richiede abilità e sensibilità. Risvegliare gli altri implica l’accettazione incondizionata della loro identità e del loro modo di essere.

Quale scopo dà senso alla mia vita?
Ecco i pilastri principali di questo percorso:
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Ricerca del Proposito: Identificare la propria missione di vita e allineare le azioni quotidiane ai propri valori profondi.
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Gestione dei Blocchi Energetici: Superare paure inconsce o schemi limitanti che impediscono la piena espressione di sé.
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Consapevolezza (Mindfulness): Sviluppare una presenza mentale che permetta di vivere il "qui e ora", riducendo ansia e stress.
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Connessione Intuitiva: Imparare ad ascoltare l'intuizione anziché farsi guidare solo dalla logica o dalle aspettative sociali.
Transpersonale è un termine coniato da Roberto Assagioli, usato poi da molti Psicologi come Carl Gustav Jung, Abraham Maslow, Freud e Viktor Franki. La parola collega la preposizione "Trans" (oltre) al termine "Personale" ovvero Persona. Il Coaching Transpersonale è come la terra di mezzo, la zona d'incontro tra la visione scientifica e la tradizione spirituale. Una concezione che unifica Corpo, Mente, Anima, Spirito.
Per comprendere bene il significato, l'origine e la missione del Coaching Transpersonale possiamo affidarci alle parole di John Whitmore.
Nel suo libro "Coaching" scrive:
Molti anni fa fui attratto dalla profondità della psicosintesi, una visione onnicomprensiva della psicologia, che da quel momento diede forma al mio coaching. La psicosintesi fu concepita nel 1911 dal dottor Roberto Assagioli, che era stato allievo di Freud e fu il primo psicanalista freudiano in Italia. Come Carl Jung, suo amico e compagno di studi, si ribellò alla visione limitata e animalesca che Freud aveva dell’uomo. Entrambi postularono l’idea che gli esseri umani possedessero una natura più elevata, e Assagioli sostenne che molte delle disfunzioni psicologiche esistenti al mondo scaturivano dalla frustrazione, o addirittura dalla disperazione per la mancanza di significato e scopo della vita. Assagioli era troppo in anticipo rispetto ai suoi tempi e la psicosintesi rimase relativamente sconosciuta sino alla fine degli anni Sessanta, quando divenne una delle principali componenti dell’allora emergente quarta forza della psicologia, nota come “psicologia transpersonale”. Essa non sostituisce la terza forza (psicologia umanistica) ma la ingloba, sviluppandola ulteriormente; vi aggiunge un senso più profondo di volontà, l’esperienza del significato, lo scopo e la direzione, la responsabilità personale e il porre gli altri prima di sé – tutti elementi fondati sull’ipotesi che ciascuno di noi abbia un’identità più profonda o un principio organizzatore più elevato. Si potrebbe affermare, e io lo sostengo, che lo scopo è transpersonale, e il significato è umanistico. La psicosintesi offre una serie di mappe e modelli, uno di essi è un modello semplificato di sviluppo personale, che, come ogni modello, non è la verità ma semplicemente una rappresentazione.

L’uovo è uno schema usato in psicosintesi che molti trovano utile per spiegare e comprendere la posizione delle diverse parti della psiche umana, oltre che la loro relazione.
Il guscio esteriore dell’uovo rappresenta il contenitore della persona, ma noterai che questo è rappresentato da una linea tratteggiata permeabile: ciò indica che la coscienza umana non è imprigionata all’interno.
• L’inconscio medio è facilmente accessibile mediante un buon coaching. Si tratta del presente e del tempo più recente, ed è qui che si svolge la maggior parte del coaching sul luogo di lavoro.
• Il campo della coscienza rappresenta la consapevolezza immediata quotidiana, e la maggior parte del coaching si incentra sull’espandere quest’area per portare alla coscienza una parte maggiore dell’inconscio medio.
• L’”Io” si trova al centro del campo della coscienza, ma è nascosto in profondità, perciò occorre farlo affiorare.
• Il super-conscio è il luogo in cui risiedono il nostro potenziale, la nostra gioia, la nostra creatività, le nostre aspirazioni e le nostre esperienze di picco.
• La parte centrale superiore è il “Sé” ovvero l’anima, che è allo stesso tempo individuale e universale. È molto raro viverne l’esperienza, ma se ciò succede anche per un attimo è l’unione gloriosa con l’universo.
• La parte più buia, quella dell’inconscio inferiore, è la cantina della persona, con i suoi ragni, il sesso e i proverbiali scheletri nell’armadio. Si tratta del nostro passato psicologico ed è il luogo in cui potrebbero trovarsi i danni passati. È dominio di Freud e dei psicoterapeuti, no dei coach.
• La linea tratteggiata che collega l’”Io” al “Sé” è un ponte che, una volta solidamente costruito mediante un profondo lavoro transpersonale, collega le due parti e consente alle caratteristiche e allo scopo del Sé di manifestarsi attraverso l’Io. Rappresenta il vero
allineamento tra la volontà personale e quella universale.
"Siamo dominati da ciò con cui ci identifichiamo e possiamo dominare ciò da cui ci disidentifichiamo."
Roberto Assagioli
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