Il Sanscrito

Pubblicato il 5 aprile 2026 alle ore 16:43

La lingua sanscrita (anche sanscrito da saṃskṛtam, संस्कृतम् in devanagari) è una lingua ufficiale dell'India, ed è una delle lingue più antiche che appartengono alla famiglia delle lingue indoeuropee. Divisa nelle tre fasi di  Vedica, Epica, Classica, poi frammentata in diversi dialetti minori. Sanscrito significa Perfetto. Per molti, non è una lingua inventata dagli uomini, ma dagli Dei. Perchè  è una Lingua Vibrazionale, cioè non è il suono a dare valore alla parola, ma la vibrazione che trasmette. Fatto da sillabe (no da lettere) che pronunciate vibrano, creando un movimento di energia capace di mettere in contatto la mente subconscia con l'universo che ci circonda. Le sillabe si chiamano Mantrika che significa "Piccola Madre" perchè in ognuna vi è il potere di creare l'energia e la vibrazione per la manifestazione di ciò che si sta pronunciando. Il significato di una parola  Sanscrita ha un' importanza relativa, perchè esiste un collegamento unico, speciale tra il suono e il significato che non sono due entità distinte ma esattamente lo stesso essere, la stessa cosa. i Mantra, le frasi in Sanscrito, menzionate dagli insegnanti nella pratica dello Yoga  per i loro studenti, precisano che non conta sapere il significato delle parole per riceverne il maggior beneficio, questo, perchè il significato del Sanscrito è nascosto nel suono. Anticamente nell’era pre-vedica, gli insegnamenti venivano tramandati attraverso il sanscrito parlato fino a che i Veda (conoscenza, visione) assunsero forma scritta per mezzo di saggi e studiosi.

i Veda sono divisi in quattro libri: il Rig Veda (antichi inni sacri), il Sama Veda (vibrazioni spirituali), lo Yajur Veda (cerimonie rituali) e l’Atharva Veda (mantra e incantesimi). I Veda comprendono anche le Upanishad, numerosi Sutra (verità espresse attraverso sintetici aforismi) e i Vedanga (scienze ausiliarie correlate allo studio dei Veda come l’astronomia, l’astrologia e la fonetica).

In aggiunta, esistono gli Upaveda (scienze non direttamente connesse allo studio dei Veda) come l’Ayurveda (lo studio della medicina olistica) e il Gandharva-Veda (lo studio della musica). Sono inclusi anche Purana come lo Srimad-Bhagavatam e poemi epici come il Mahabharata e il Ramayana.

I Veda, i Purana e le Upanishad vengono spesso citati insieme, ma appartengono a periodi storici differenti.

I Veda, 4 in tutto, sono i testi scritti più antichi e risalgono a circa 4000 anni fa, ma è lecito pensare che siano stati composti ben prima e tramandati oralmente, per essere poi trascritti “solo” 4000 anni fa. Contengono la conoscenza del cosmo e dell’universo. Il potere della parola raggiunse, in questa epoca, il suo massimo: ciò che veniva espresso con intenzione diventava realtà. Proprio per questa armonia di fondo, in questa epoca non c’era ragione che nascessero avatar. Gli dei della tradizione vedica rappresentano le forze della natura: Agni (fuoco), Vayu (vento), Surya (sole), Varuna (acqua e oceano celeste) e Indra (fulmine).

Le Upanishad, che risalgono a 3000 anni fa circa e sono più di 200, tecnicamente significano “siediti e parlami” e comprendono una domanda su un soggetto nell’ambito dell’atma, l’anima, la coscienza, l’essenza. Si tratta di spiegazioni e approfondimenti dei misteri dei Veda raccolti in seguito a discussioni e scambi di opinioni tra rishi, re, bambini, uomini e donne, mariti e mogli nello sforzo di svelare i segreti dei Veda.

I Purana e i poemi epici (come Mahabharata e Ramayana) risalgono a 2000 anni fa circa ed esprimono le idee e i concetti attraverso le storie. Sono 36, 18 principali e 18 minori e contengono storie sui clan originali, i re e le loro vite. Gli dei che compaiono nei Purana sono più complessi e strutturati rispetto a quelli del periodo vedico, come Vishnu, Shiva, Brahma, Durga, Ganesh, Hanuman etc.Durante questo periodo l’uomo cominciò ad allontanarsi dalla Natura, dalla vita semplice e dai pensieri puri ed altruistici facendo nascere la necessità di salvare l’umanità. Per questo Vishnu cominciò a reincarnarsi.

 

 

Riferimenti bibliografici: K.V. Singh, Hindu Rites and Rituals – D. Pattanaik, Devlok

Ringraziamenti a Shiva Flow